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INFIORATA DI GENZANO UN MANDALA TUTTO ITALIANO
Postato il: 02-05-2008 @ 03:00 pm -- letto 5440 volte

L’INFIORATA-OVVERO UN MANDALA(*)TUTTO ITALIANO

L'infiorata è una manifestazione che si svolge in numerose località, specialmente dell'Italia centrale, ma anche dell'estero, in occasione della festività cattolica del “Corpus Domini”, La più famosa e la più antica sembra essere quella di Genzano di Roma ispirata dalla festa di San Pietro e Paolo in Vaticano, che a giudicare dagli scritti del Gesuita Giovan Battista Ferrari, in “De forum cultura” pubblicato in latino per la prima volta nel 1633, né dà notizia in questi termini:"Ad usi più nobili gli stessi fiori, sfrondati e sminuzzati (..)contraffanno le più nobili pitture ne' colori e nel resto dell'apparenza. Non ha più di tredici anni che una tal foggia di pittura per la prima volta ci rappresentò Benedetto Drei soprastante alle masserizie della fabbrica vaticana, poscia seguito’ ogni anno di fare unitamente col figliolo Pietro Paolo"... nella stessa opera il Ferrari specifica tecnicamente il sistema di realizzarla dando indicazioni sulla tipologia dei fiori da usarsi.
MA ANDIAMO PER ORDINE...
La solennità cattolica del Corpus Domini (Corpo del Signore) chiude il ciclo delle feste del dopo Pasqua e vuole celebrare il mistero dell'Eucaristia. La sua istituzione si (nella foto un giovane artista rinfresca con acqua opportunamente nebulizzata la sua opera)

deve ad una suora ( del cui nome non ho trovato traccia...in quanto donna...) di Liegi, che nel 1246 per prima volle celebrare il mistero dell'Eucarestia in una festa a se stante, rispetto al clima di mestizia e lutto della Settimana Santa. Il suo vescovo approvò l'idea e la celebrazione dell'Eucarestia divenne una festa per tutto il compartimento di Liegi, dove il convento della suora si trovava.
Qualche tempo dopo, nel 1263, un sacerdote mise in discussione il valore della celebrazione dell'Eucarestia, ma durante la funzione che stava officiando l'Ostia benedetta sanguinò e gocce di sangue caddero sul bianco corporale di lino.
Il corporale, poi, fu portato ad Orvieto, nel cui Duomo ancora oggi è custodito.

Venuto a conoscenza dell'accaduto Papa Urbano IV istituì ufficialmente la festa del Corpus Domini estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità.
Si deve quindi, in primis, alla spontaneità dei fedeli di spargere fiori sul percorso della processione del Corpus Domini, l'inizio di quella che poi sarebbe stata chiamata "INFIORATA" abitudine in seguito elaborata da Artisti come Gianlorenzo Bernini, e Carlo Maratta caposcuola del barocco romano, che avevano assistito a Roma al primo evento di cui erano stati testimoni e di cui avevano sicuramente narrato, nei loro abituali soggiorni a Genzano.
La prima infiorata Genzanese di cui esista notizia ufficiale , sembra risalire al 1782, ad opera della famiglia di don Arcangelo Leofreddi.
All’epoca le famiglie che abitavano nel corso in cui si trovava a passare la processione, ponevano un’infiorata davanti alla loro abitazione, un pò com’è ancora in uso, ai giorni nostri, nelle realtà di provincia, al passaggio delle processioni solenni, mettere sui davanzali e/o davanti agli usci: tappeti, infiorate o da un palazzo all’altro i “nastri di preghiera”.
La famiglia Genzanese di don Leofreddi, abitante in via Sforza, (dove ancora oggi viene stesa l’infiorata) dispiaciuta che nessuna delle processioni, passasse per la loro strada, dopo aver pregato il vescovo della diocesi di Albano di fare in modo che almeno una delle processioni la onorasse, invitò gli abitanti di via Sforza a fare delle infiorate davanti alle loro case, (delle quali si assunse le spese) cosa che tutti fecero di buon grado. Il sacerdote si curò di fare un altare di verdure e fiori davanti la sua abitazione da dove fu impartita la benedizione. Era circa il 1782, Certamente questa è la prima infiorata eseguita con una certa organizzazione a totale copertura della strada.

Ma vediamo di capire come avviene l’Infiorata ai nostri giorni, in cui i noti Maestri Genzanesi, creano questi meravigliosi “MANDALA” in onore del Cielo, componendo con i petali di fiori, con semi ed erbe, un insieme di meravigliosi tappeti che giungono fino al Duomo, di cui era artefice anche un caro amico di mio padre.
MA VEDIAMO PERCHE’ LI DEFINISCO MANDALA.

Mandala è una parola che in sanscrito significa “cerchio o ciclo” è associata alla cultura veda ed il termine Mandala è usato anche per indicare un disegno composto dall'associazione di diverse figure geometriche, le più usate delle quali sono il punto, il triangolo, il cerchio ed il quadrato. Queste figure rappresentano spesso solo una base su cui vengono poi aggiunti altri oggetti.
Il Mandala rappresenta secondo i buddhisti il pensiero filosofico secondo cui il cosmo si è formato dal suo centro; ed attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico individuale che permette di crescere interiormente, poiché permette di riflettere sull’universo mentre si compone con tempo e pazienza questo meraviglioso disegno.
Al termine del lavoro spirituale nella costruzione dell'immagine e dopo un certo periodo di tempo, il mandala viene semplicemente "distrutto", spazzando via la sabbia colorata ed i semi di cui è composto. Questo gesto vuole ricordare la caducità delle cose e la rinascita, essendo la forza distruttrice, anche una forza che dà la vita.
Non vi è al mondo un altro disegno simbolico così universale come il mandala, si può dire che esiste da sempre, compare in tempi diversi e in ogni cultura visto che il più antico mandala sin qui conosciuto è una "ruota solare" paleolitica scoperta nell’Africa del sud. Ma bellissimi esempi di mandala cristiani si trovano già nel primo Medioevo, ed appunto studiando e riflettendo sugli stessi, Giordano Bruno ci riporta un po’ al buddismo (che in realtà significa illuminazione) usando per i suoi trattati ermetici forme e figure geometriche sulle quali riflettere e meditare.
Anche la natura attorno a noi spesso si presenta sotto forme mandaliche: nella frutta, nelle pietre, nei fiori, tra gli alberi, su nel cielo, nei fiocchi di neve.
I Mandala hanno, quindi, una tradizione antichissima e, nello scorso secolo, un grande studioso della psicologia occidentale ne ha fatto uno strumento di studio delle personalità dell'uomo, intendo parlare dello psicanalista svizzero Carl Gustav Jung che sull'argomento ha scritto quattro saggi dopo averli studiati per oltre venti anni. Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un mistico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la "dispersione" e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.
Questo è lo spirito, che sia voluto od istintivo, con il quale viene predisposta l’infiorata attuale ad opera dei Maestri Infioratori di Genzano noti sia in Italia che all'estero, che suddividendo il corso (rettangolare) in spazi quadrati combinati, ottengono una serie di “Cerchi” inscritti ciascuno in un Quadrato, concatenati armonicamente tra loro e dopo avere predisposto il bozzetto su cui ognuno di loro lavorerà, costruiscono qualcosa di stupendo per la gloria dello spirito, che in osservanza o per intuizione spirituale, viene poi dispersa dai bambini (l’innocenza) che usciranno a frotte dal Duomo e disperderanno in una corsa gioiosa i petali dei fiori usati per comporre un suggestivo quadro complessivo che tende a far giungere verso l’imponderabile una preghiera da parte del genere umano.
Aspirina®

(*) leggi mandàla




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Ultimo aggiornamento il 04-05-2008 @ 11:59 am



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Commenti postati
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Commento di: eridanio
(Postato il 29-05-2008 @ 05:52 pm)

Commento: ...sei più di una...ENCICLOPEDIA!!!!

Commento di: Aspirina
(Postato il 05-06-2008 @ 10:32 am)

Commento: Ciao Eri...grazie un saluto ed un baci8 dall'Enciclopedia TREGATTI E DUE TOPOLINIAspi

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