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I NUOVI TITANI-(Storia di una patologia)
Postato il: 09-09-2008 @ 01:54 pm -- letto 2407 volte


******* I NUOVI TITANI*******
*****-OVVERO STORIA DI UNA GRAVE PATOLOGIA-*****


Chi non ricorda la mitologica storia dei TITANI (Signori) figli di Urano e della Madre Terra (per alcuni), che decisero di scalare l’Olimpo per prenderne il comando, ma dopo la battaglia vinta da Giove Padre di tutti gli Dei, essi furono precipitati nel Tartaro, secondo alcuni, e messi in condizione di non nuocere secondo altri.

Propendo per la seconda ipotesi.

La patologia dei TITANI, è in effetti, la mania di grandezza la smania di protagonismo, ancora in essere sul nostro pianeta, sia a piccoli che a grandi livelli.
Chi ne soffre tende ad auto magnificarsi con ogni mezzo, poiché essa è una grave patologia dell’immagine di “sé” una specie di ideale dell’IO che porta a percepire se stessi non come si è ma come si suppone di essere.

Non vi è mai capitato di incontrare sulla vostra strada qualcuno che ha bisogno di dire sempre e comunque l’ultima parola?? Qualcuno che parte dal presupposto che le sue opinioni sono e restano magnifiche anche se avete ampiamente dimostrato la poca validità degli incisi ed avete tentato di instillare un dubbio??
Ebbene questo è ciò che capita da sempre agli scienziati che vogliono raggiungere l’Olimpo perché tra loro e Dio non ci sono differenze essi sono dio ed intendono dimostrarlo a costo di mettere in pericolo il Pianeta e non si sa con quale diritto inalienabile.

Domani mattina, 10 settembre 2008, in un canale sotterraneo tra la Francia e la Svizzera avverrà per la prima volta la sperimentazione in laboratorio con la creazione di un “Buco Nero” alla ricerca della così detta particella di Dio, quella per intenderci che potrebbe avere scatenato il Big Bang e la nascita del sistema solare.
Io non sono uno scienziato, ma solo una persona di buon senso che vive le meraviglie della natura con grande stupore e grande rispetto, sicura che esista un Ente supremo che ciascuno può chiamare come vuole e che io continuo a chiamare Dio per abitudine, anche se non lo vedo con barba e baffi, ma solo come un centro nevralgico di grandi energie.

Dal mio minuscolo spazio nell’universo mi chiedo: “ma chi autorizza, chi paga, chi e perché permette tutto questo??” Quando mi rispondo mi trovo decisamente spiazzata e delusa dell’essere umano che anch’io sono. Dunque è sempre una lotta di sopravvenienza quella che guida il genere a cui appartengo?? Siamo dunque in realtà un insieme di Caino ed Abele con Abele sempre perdente??
Possibile che sia affidata alla questua costante la ricerca utile all’umanità, mentre le follie sono a carico degli stati senza il benestare della tanto blaterata sovranità del popolo??
E se troveranno la così detta “particella di Dio” a quale multinazionale sarà data in proprietà?? E per cosa?? Non me la sento di rispondermi nemmeno per logica.
Perché dunque, questi nuovi TITANI tormentati dall’errata immagine del “Sé” coinvolti in una drammatica lotta con loro stessi per dimostrare che di loro si dovrebbe avere un’idea lusinghiera, quasi deificata non provano a guardarsi nell’anima o nell’IO per carpire i segreti di loro stessi senza scatenare l’impossibile??
Aspi =Gabry®



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Ultimo aggiornamento il 10-09-2008 @ 09:57 am



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Commento di: endorfine
(Postato il 10-09-2008 @ 05:48 pm)

Commento: spero solo che nelle profondità del Cern di Ginevra non si nasconda l'ordigno fine mondo che mi fa ricordare il dr. Stranamore di Kubrick!!! Vi ticordate come andò a finire?
Esplose con uno show inarrestabile di funghi atomici che porta la terra al macero!
Ma questi esperimenti, a parte i discorsi modello cassandra, porteranno davvero all'immancabile progresso????? Non vorrei fosse un altro percorso " scientifico" che porta all'abisso.

Commento di: sonnybus
(Postato il 19-09-2008 @ 10:29 am)

Commento: Ciao Gabry.
Nelle info del mio account c’è un aforisma di Stanislaw Lec decisamente significativo:
“È progresso se un cannibale usa la forchetta?”
Collegandomi al tuo articolo mi chiedo: a cosa serve creare in laboratorio un buco nero se poi di base non siamo pronti ad affrontare le conseguenze di interagire con popolazioni che vivono “diversamente” da noi su questa stessa Terra?
Sono decisamente spaventata della mancanza di rispetto verso la Natura che noi razza umana pratichiamo con tanto fervore.
Insomma mi sento davvero inerme davanti a tanta scaltrezza, superbia e arroganza…
Possibile che noi piccoli popolani non riusciamo a trovare una soluzione che possa ribaltare le sorti del nostro Pianeta tanto ammalato?

Commento di: coccobello7
(Postato il 05-01-2009 @ 09:39 am)

Commento: siamo davvero molto lontati dal divenire homo sapiens.Chi si arroga di arrivare a scoperte cosi' importanti, dovrebbe prima di intraprendere percorsi esterni, dirigere tutte le proprie energie per cercare nel proprio buco nero la particella di DIO

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