Ariafritta - INTERESSI : LETTURA...

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Indice  »  [ BACHECA DI ARIAFRITTA ]  »  INTERESSI : LETTURA...
   INTERESSI : LETTURA...

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Autore
Inizio discussione    ( Risposte ricevute: 66 ) (limite max 500)
bettyboop   Inserito: 05-02-2011 alle 03:19   





Da: Lazio

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È scritto in molti dei profili di noi utenti, perciò vi chiedo:state leggendo qualche libro? E se sì...quale?

Io sto leggendo questo qui:
Pulce ha nove anni, il naso a patata e due «occhioni accesi». Beve solo tamarindo, ascolta Bach, fa sculture con il pecorino e va pazza per le persone arrabbiate. Pulce non parla perché è autistica, ma «questo non significa che non abbia niente da dire». Un giorno come tutti gli altri, viene allontanata dalla famiglia senza troppe spiegazioni...
È un romanzo fresco e spietato che colpisce per l'intensità della scrittura.
Questa la presentazione che ne ha fatto l'EINAUDI, ed io, più vado avanti nelle pagine, più mi convinco che, forse, è anche " oltre"!!


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Bettyboop
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maty   Inserito: 06-02-2011 alle 21:59   



Da 250 a 275

Da: milano e dintorni

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...In questi giorni sto leggendo "Sassi tra le nuvole"... Conoscendo l'autore,mi ha suscitato una certa curiosità... L'amore per le proprie radici,per la propria terra,per tutto quello che essa rappresenta nella vita di un uomo è la spinta per alcuni a guardare oltre,lontano,verso terre diverse ma che possono dare respiro ai desideri del cuore. Questo libro è un viaggio verso i sogni di un uomo LIBERO,che sente profonda la voglia di fuggire dagli schemi del mondo ma che nel suo ritorno, da' sempre il meglio come uomo e come chirurgo... Questo libro racconta di uomini che partono e tornano,di professionisti che lasciano progetti importanti per il desiderio di riprenderli con maggior vigore,di donne che aspettano uomini che fuggono... Sono pagine che raccontano di grandi amicizie,di grandi montagne,di grandi sogni... Marco è un uomo straordinario,un medico come pochi ve ne sono, chi lo conosce,sa cosa intendo dire... Tutto vi è descritto in questo libro... A lui il mio abbraccio ...Ps:dimenticavo di dire che, il ricavato di questo libro,è devoluto a A.L.I.S.B..Onlus...... Buona lettura a tutti,ciaooooooo


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...conserva la tua dolcezza...io ti porterò sempre una rosa...( P. Neruda )
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Devil   Inserito: 08-02-2011 alle 22:34   



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Da: Pianeta Terra

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In questo momento sono occupata solo coi libri scolastici, quindi... niente di bello!


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A chi ha paura di restare fermo, e sogna un po' più forte quando è sveglio!
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bettyboop   Inserito: 22-02-2011 alle 00:16   





Da: Lazio

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Ho appena finito di leggere questo libro ambientato nella Sardegna degli anni '50, in un mondo antico sull'orlo del precipizio.Maria ha sei anni ed è appena diventata «fill'e anima» dell'anziana Bonaria Urrai, secondo l'uso campidanese che consente alle famiglie numerose di compensare le sterilità altrui attraverso un'adozione sulla parola con il patto tacito, però, che la figlia acquisirà lo status di erede, ma in cambio si prenderà cura della madre adottiva nella vecchiaia. La bambina è inizialmente convinta che Tzia faccia la sarta perché cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce sortilegi e fatture e le giornate scorrono con un'umanità paesana fatta di piccole miserie e di relazioni basate su gesti e sguardi, molto più che su parole. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce e sarà l'imprevista rivelazione del rito dell'«accabadura», la fine violenta e pietosa a cui Bonaria sottopone gli agonizzanti in fin di vita, a infrangere l'armonia tra le due donne sfaldando antiche certezze in un confronto tra la fede cristiana e i retaggi di una religiosità assai piú antica nel tempo.


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Bettyboop
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Devil   Inserito: 28-02-2011 alle 11:55   



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Da: Pianeta Terra

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Ho appena finito l'ultimo libro di Giorgio Faletti, "appunti di un venditore di donne", e ho appena iniziato quello di Umberto Veronesi, "dell'amore e del dolore delle donne". Finito anche questo, dovrò divorarmi "avventure della ragazza cattiva" di Mario Vergas Llosa!

aaaah che bello finire gli esami e poter leggere per il gusto di farlo!


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A chi ha paura di restare fermo, e sogna un po' più forte quando è sveglio!
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bettyboop   Inserito: 20-03-2011 alle 04:06   





Da: Lazio

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Il sapore dei semi di mela di Katharina Hagena mi ha attratto per il titolo, ma il tocco leggero con cui l'autrice descrive un gesto, un rumore, l'odore di mele intenso e pungente che avvolge la vecchia casa e il giardino, basta per seguire Iris, di colpo tornata bambina, nella casa avvolta dal fitto fogliame da cui si intravvedono ribes bianchi e tappeti di "non ti scordar di me", sepolti dalle erbacce, in un giardino quasi incantato, dominato dal vecchio albero di melo, sotto i cui rami le donne della famiglia Lünschen hanno vissuto i loro sentimenti.Deve, però, imparare a conoscere veramente le donne della sua famiglia e i segreti che custodiscono per arrivare nei punti più profondi dei legami familiari. Una necessità di dare risposte alle domande che si rincorrono sui dettagli della memoria ma, per poter dimenticare e lasciarsi alle spalle ciò che è successo c'è bisogno di ricordare, facendo riaffiorare nella mente anche quello che credeva irrimediabilmente perduto. Il presente sarà completo solo se potrà rispecchiarsi nel suo passato. E c'è solo un modo per dimenticare:ricordare!!



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Bettyboop
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Aristofane   Inserito: 23-03-2011 alle 21:45   



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Da: Anzola

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GLI UCCELLI ............ naturalmente di Aristofane

è una delle 44 commedie scritte da Aristofane, salvate in un'antologia di editori alessandrini, costituitasi probabilmente intorno al II secolo d.C.

Classificatasi seconda alle Dionisie del 412, racconta la vicenda di Pistetero e Evelpide, che stanchi di noie e di processi, hanno lasciato Atene, in cerca di un posto tranquillo; guidati da una cornacchia e un gracchio, si recano dall'Upupa, cioè da Tereo trasformato in Upupa. Durante l'incontro a Pisetero balena la grande idea di fondare una città a mezza strada tra terra e cielo: l'Upupa si entusiasma, chiama a raccolta gli altri uccelli che diffidenti si lasciano convincere dall'Upupa a dar loro ascolto.
Travolti dall'eloquenza di Pisetero, approvano il suo progetto: la città delle nuvole e degli uccelli, opportunamente fortificata, imporrà le sue leggi sia agli dei, sia agli uomini.

Ciao a tutti da Aristofane
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bettyboop   Inserito: 04-05-2011 alle 05:35   





Da: Lazio

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Mamma non deve sapere di Toni Maguire è l'ultimo libro che ho letto: una storia autobiografica di un'infanzia tradita. L'autrice chiama la sua infanzia "il gioco della famiglia felice", mentre assiste la madre malata e riannoda i fili della propria storia, travolta dai ricordi che fanno riemergere una ragazzina spaventata che ha subíto abusi per anni con la minaccia « Non dirlo alla mamma. Se lo farai, lei non ti crederà e non ti vorrà più bene». Il giorno in cui era cominciato il gioco che si chiamava "il nostro segreto" sarebbe durato sette anni perchè, come scrive, "Ero sicura di poter contare sull'amore di mia madre. Lei gli avrebbe detto di smetterla. Non l'ha fatto.".


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Bettyboop
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bettyboop   Inserito: 27-05-2011 alle 02:02   





Da: Lazio

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La fine del mondo storto di Mauro Corona è un libro che ho letto perché incuriosita dalle recensioni di presentazione. Argomento interessante il filo conduttore: «un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Rapidamente gli uomini si accorgono che tutto il benessere conquistato, fatto di oggetti meravigliosi e tecnologia all'avanguardia, è perfettamente inutile. Circondati dal superfluo e privi del necessario, intuiscono che una salvezza esiste, ma si nasconde in un sapere antico, da tempo dimenticato. Capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la Natura per cogliere i suoi insegnamenti». Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per l'implacabile e accorata denuncia del futuro che ci aspetta e, volente o nolente, ti ritrovi in quello che scrive e... t'infastidisci perché non ti dà tregua, ti obbliga a metterti in discussione.
Pagina dopo pagina, ti accorgi che dice cose vere con un linguaggio duro e diretto e, forse, è questo il motivo delle tante critiche negative perchè non è facile ammettere che quello che scrive potrebbe realmente accadere!!


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Bettyboop
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bettyboop   Inserito: 14-07-2011 alle 07:00   





Da: Lazio

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I frutti dimenticati
di Cristiano Cavina è un libro che ho acquistato proprio pensando che i frutti fossero "quelli" che da sempre seguo, sì, di Casola Valsenio. Sono stata fortunata: l'autore nasce proprio lì e lì cresce in "un appartamento striminzito" delle case popolari. Trabocca di energia «catastrofica» e si sfianca sul campo di calcio, macina chilometri in bicicletta e ascolta i racconti nei bar, sviluppando una passione viscerale per le storie finché comincia, a sua volta, a raccontare. Attinge ad un pozzo senza fondo di amicizie e passioni, racconti e personaggi, avventure reali e immaginarie, piante officinali dai profumi secolari e sogni che volano come mongolfiere, nonne dai poteri speciali e millenni di battaglie nascoste tra le foglie. La naturalezza della scrittura, la ricchezza lessicale, il muoversi tra la trama con agilità, mi han dato la sensazione, più che di aver letto un libro, di aver fatto una gradevole "chiacchierata" in chat!!


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Bettyboop
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terrypux   Inserito: 15-09-2011 alle 22:44   



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Sto rileggendo LA leggenda di Redenta Tiria di Salvatore Niffoi ,per chi non conosce la nostra lingua e il nostro mondo il modo di scrivere di Niffoi può sembrare molto strano ma per chi come me conosce questi posti i racconti di Niffoi sono come dipinti, immagini che si stampano nella mente mentre leggi e ti trasportano rendendoti partecipe di quelle strane storie .
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bettyboop   Inserito: 29-09-2011 alle 00:15   





Da: Lazio

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Ciao, Terry, ho letto altri libri di Niffoi, ma non conosco quello che tu stai rileggendo. Ho cercato delle recensioni per sapere qualcosa di più di quello che hai scritto e, con grande sorpresa, ho trovato giudizi negativi da parte di critici sardi che definiscono il libro "scritto per chi non è sardo" perché non rispecchia la realtà isolana. Il tuo entusiasmo mi sembra genuino perciò ho deciso di acquistarlo e leggerlo. Non sono sarda, ma almeno un confronto con quello che ho già letto lo posso fare e poi decidere se sono troppo «spocchiosi» i critici o sei tu di parte!!


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Bettyboop
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terrypux   Inserito: 29-09-2011 alle 09:56   



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I critici non rispecchiano quasi mai i gusti del popolo ,io sono popolana ho gusti meno sofisticati, il libro è naturalmente romanzato non è la biografia di un paese o di una persona però io ci ritrovo molti modi di pensare e anche di vivere di una Sardegna di qualche anno fa, naturalmente una sardegna povera ,pastorale ,lontana dal benessere della città .Ci sono sardi che si vergognano e quindi negano che una volta in certi ambienti si vivesse con niente ,nell'ignoranza totale dove le dredenze popolari erano vangelo .Leggilo e dimmi cosa ne pensi .
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terrypux   Inserito: 10-03-2012 alle 12:28   



Da 600 a 650

Da: teu ca

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Ho appena finito di leggere IL SIGNORE DELLE MOSCHE diWILLIAM GOLDING,è la storia di un gruppo di bambini e alcuni ragazzi più grandi che per un incidente aereo si trovano catapultati in un'isola deserta ,e si trovano da prima a combattere con la difficoltà di vivere in un ambiente sconosciuto senza nessun adulto a qui chiedere aiuto ,si organizzano dandosi delle regole ma non tutti hanno voglia di rispettarle,si formano due gruppi e tra loro si scatena una vera e propria guerra risvegliando in alcuni gli istinti più bestiali e remoti dell'essere umano ,è sconcertante vedere come la paura irrazionale trasformi dei semplici bambini in bestie sanguinarie. Bambini che da grandi faranno cose disumane come quelle che abbiamo visto in guerra e che continuiamo a vedere nella vita di tutti i giorni .


GLI UOMINI PRODUCONO IL MALE COME LE API PRODUCONO IL MIELE


WILLIAM GOLDING


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TERRY

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endorfine   Inserito: 11-03-2012 alle 14:32   



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Da: milano

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NAOMI RAGEN, " UNA MOGLIE A GERUSALEMME".

un libro sull'intransigenza religiosa vissuta in prima persona da una giovane donna.
La scrittrice, grazie alla sua conoscenza profonda della legge e delle tradizioni ebraiche, ci permette di capire davvero la vita degli ebrei ultraortodossi da un punto di vista femminile.


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I miei due grammi di ragione sono esauriti. ( A. Rimbaud)

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bettyboop   Inserito: 07-07-2012 alle 07:46   





Da: Lazio

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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci. È la sua ultima opera, pubblicata postuma. 864 pagine che si leggono proprio come il frutto che dà il titolo al libro e a cui, come licenza poetica, ha tolto la i...una tira l'altra. Il prologo del libro è il suo prenderci per mano per accompagnarci nel racconto della sua saga familiare che, come lei stessa afferma, è talmente al limite da far dubitare dell' autenticità.
«Ora che il futuro s'era fatto corto e mi sfuggiva di mano con l'inesorabilità della sabbia che cola dentro una clessidra, mi capitava spesso di pensare al passato della mia esistenza: cercare lì le risposte con le quali sarebbe giusto morire. Perché fossi nata, perché fossi vissuta, e chi o che cosa avesse plasmato il mosaico di persone che da un lontano giorno d'estate costituiva il mio Io. Naturalmente sapevo bene che la domanda perché-sono-nato se l'eran già posta miliardi di esseri umani ed invano, che la sua risposta apparteneva all'enigma chiamato Vita, che per fingere di trovarla avrei dovuto ricorrere all'idea di Dio. Espediente mai capito e mai accettato. Però non meno bene sapevo che le altre si nascondevano nella memoria di quel passato, negli eventi e nelle creature che avevano accompagnato il ciclo della formazione, e in un ossessivo viaggio all'indietro lo dissotterravo: riesumavo i suoni e le immagini della mia prima adolescenza, della mia infanzia, del mio ingresso nel mondo. Una prima adolescenza di cui ricordavo tutto: la guerra, la paura, la fame, lo strazio, l'orgoglio di combattere il nemico a fianco degli adulti, e le ferite inguaribili che n'erano derivate. Un'infanzia di cui ricordavo molto: i silenzi, gli eccessi di disciplina, le privazioni, le peripezie d'una famiglia indomabile e impegnata nella lotta al tiranno, quindi l'assenza d'allegria e la mancanza di spensieratezza. Un ingresso nel mondo del quale mi sembrava di ricordare ogni dettaglio: la luce abbagliante che di colpo si sostituiva al buio, la fatica di respirare nell'aria, la sorpresa di non star più sola nel mio sacco d'acqua e condivider lo spazio con una folla sconosciuta. Nonché la significativa avventura di venir battezzata ai piedi d'un affresco dove, con uno spasmo di dolore sul volto e una foglia di fico sul ventre, un uomo nudo e una donna nuda lasciavano un bel giardino pieno di mele: la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, dipinta da Masaccio per la Chiesa del Carmine a Firenze. Riesumavo in ugual modo i suoni e le immagini dei miei genitori, da anni sepolti sotto un'aiola profumata di rose. Li incontravo ovunque. Non da vecchi cioè quando li consideravo più figli che genitori, sicché a sollevare mio padre per posarlo su una poltrona e a sentirlo così lieve e rimpicciolito e indifeso, a guardarne la testolina tenera e calva che si appoggiava fiduciosamente al mio collo, mi pareva di tenere in braccio il mio bambino ottuagenario. Da giovani. Quando eran loro a sollevarmi e a tenermi in braccio. Forti, belli, spavaldi. E per qualche tempo credetti d'avere in pugno una chiave che apriva qualsiasi porta. Ma poi m'accorsi che ne apriva alcune e basta: né il ricordo della prima adolescenza e dell'infanzia e dell'ingresso nel mondo né gli incontri coi due giovani forti e belli e spavaldi potevan fornire tutte le risposte di cui avevo bisogno. Superando i confini di quel passato andai in cerca degli eventi e delle creature che lo avevano preceduto, e fu come scoperchiare una scatola che contiene un'altra scatola che ne contiene un'altra ancora all'infinito. E il viaggio all'indietro perse ogni freno. Un viaggio difficile in quanto era troppo tardi per interrogare chi non avevo mai interrogato. Non c'era più nessuno. Restava solo una zia novantaquattrenne che alla preghiera dimmi-zia-dimmi mosse appena le pupille annebbiate e mormorò: «Sei il postino?». Con la zia ormai inutile, il rimpianto d'una cassapanca cinquecentesca che per quasi due secoli aveva custodito la testimonianza di cinque generazioni: antichi libri tra cui un abbaco e un abbecedario del Settecento, rarissimi fogli tra cui la lettera d'un prozio arruolato da Napoleone e sacrificato in Russia, preziosi cimeli tra cui una federa gloriosamente macchiata da una frase indimenticabile, un paio d'occhiali e una copia del Beccaria con la dedica di Filippo Mazzei. Cose che ero riuscita a vedere prima che finissero in cenere, una terribile notte del 1944. Con la cassapanca perduta, qualche oggetto salvato per caso: un liuto privo di corde, una pipa d'argilla, una moneta da quattro soldi emessa dallo Stato Pontificio, un vetusto orologio che stava nella mia casa di campagna e che ogni quarto d'ora suonava i rintocchi della campana di Westminster. Infine, due voci. La voce di mio padre e la voce di mia madre che narravano le storie dei rispettivi antenati. Divertita ed ironica quella di lui, sempre pronto a ridere anche sulla tragedia. Appassionata e pietosa quella di lei, sempre pronta a commuoversi anche sulla commedia. Ed entrambe talmente remote nella memoria che la loro consistenza appariva più tenue d'una ragnatela. A evocarle di continuo, però, e a connetterle col rimpianto della cassapanca o coi pochi oggetti salvati, la ragnatela si irrobustì. Si infittì, si fece un solido tessuto, e le storie crebbero con tanto vigore che a un certo punto mi divenne impossibile stabilire se appartenessero ancora alle due voci oppure se si fossero trasformate in un frutto della mia fantasia. Era esistita davvero la leggendaria arcavola senese che aveva avuto il coraggio di aggredire Napoleone, era esistita davvero la misteriosa arcavola spagnola che s'era sposata esibendo un veliero alto quaranta centimetri e lungo trenta sulla parrucca? Era esistito davvero il dolce arcavolo contadino che spingeva il fervore religioso fino a flagellarsi, era esistito davvero il rude arcavolo marinaio che apriva bocca solo per bestemmiare? Erano esistiti davvero i bisnonni maledetti cioè la repubblicana Anastasìa il cui nome portavo come secondo nome e l'aristocraticissimo signore di Torino il cui nome, troppo illustre e troppo potente, non si doveva nemmen pronunciare per ordine della nonna? E l’avevano davvero abbandonata in un ospizio di orfanelli questa povera nonna concepita dalla loro furibonda passione? Non lo sapevo più. Ma nel medesimo tempo sapevo che quei personaggi non potevano essere un frutto della mia fantasia perché li sentivo dentro di me, condensati nel mosaico di persone che da un lontano giorno d'estate costituivano il mio Io, e portati dai cromosomi che avevo ricevuto dai due giovani forti e belli e spavaldi. Le particelle d'un seme non sono forse identiche alle particelle del seme precedente? Non ricorrono forse di generazione in generazione, perpetuandosi? Nascere non è forse un eterno ricominciamento e ciascuno di noi il prodotto d'un programma fissato prima che incominciassimo, il figlio d'una miriade di genitori?»...


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Bettyboop

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maty   Inserito: 07-07-2012 alle 17:59   



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Messaggi: 258

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...Bellissimo " incontrare" Oriana ancora una volta con questo suo ultimo libro, iniziato molto tempo prima degli ultimi suoi scritti , tipo " La rabbia e l'orgoglio " e tutti quelli a seguire,ma mai terminato...!!! E' davvero incredibile come Lei riesca a fare partecipe il lettore di questa immensa saga familiare con tutti i perchè ed i se che vi si incontra.... Rimane di sicuro una buona lettura, chi ha amato Oriana,sa riconoscere il suo stato d'animo,anche quando l'ormai imminente "fine" le ha fatto deporre i tasti della sua macchima da scrivere.... Brava Betty: ricordare Oriana mette sempre un che di buono,se non altro,nella nostra biblioteca personale.... Un abbraccio forte,ciao!!!


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...conserva la tua dolcezza...io ti porterò sempre una rosa...( P. Neruda )

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terrypux   Inserito: 08-10-2012 alle 18:08   



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Da: teu ca

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Credo che sia importante ricordare che per la fede biblica è sempre stato chiaro che DIO non è ne uomo ne donna ,ma appunto, DIO, che uomo e donna sono sono la sua immagine .Entrambi provengono da lui ed entrambi sono racchiusi potenzialmete in lui.ariafritta.itariafritta.itariafritta.itariafritta.itariafritta.itariafritta.itariafritta.itariafritta.it

-----Michela Murgia
non è un libro sulla madonna ,ma una riflessione sul ruolo che la chiesa ha imposto alla donna ,rendendola schiava e subalterna al maschio , idea inculcata nella mente di ogni bambina nei secoli fino ad oggi e chissà per quanto tempo ancora.



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TERRY

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ratava   Inserito: 04-11-2012 alle 02:01   



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La trama di Per Sarah
Claudio Scazzi, fratello di Sarah, racconta la sua storia, la storia della sua stessa reazione a una tragedia che ha investito la sorella ma anche l'intera sua famiglia, lui stesso, lui che non è più e mai potrà essere quello di prima. In un libro che è il resoconto appassionato e lucido di un ragazzo come gli altri, preso nel laccio di un avvenimento più grande di lui. Un libro che mostra cosa significhi essere consapevoli del proprio dolore e tuttavia continuare ad andare avanti, con il coraggio della giovinezza.
V’ invito a leggerlo oltretutto acquistandolo contribuite alla realizzazione del canile.


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Il giustiziere della notte.

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terrypux   Inserito: 09-11-2012 alle 11:00   



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[ Modificato il 10-11-2012 17:33 ]

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