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Procurade de moderare
di: ratava
Postato il: 20-01-2012 @ 11:57 pm -- letto 1473 volte


Procurad'e moderare Barones, sa tirannia Chi si no, pro vida mia,
Torrades a pés in terra Decrarada est giaj sa gherra Contra de sa prepotentzia
Incomintzat sa passentzia In su pobulu a mancare Mirade ch'est pesende
Contra de bois su fogu Mirade chi no est giogu Chi sa cosa andat 'e veras
Mirade chi sas aeras Minetan su temporale Zente cunsizzada male
Iscurtade sa 'oghe mia No apprettedas s'isprone
A su poveru ronzinu, Si no in mesu caminu S'arrempellat appuradu;
Mizzi ch'es tantu cansadu E non 'nde podet piusu;
Finalmente a fundu in susu S'imbastu 'nd 'hat a bettare.
Su pobulu chi in profundu Letargu fit sepultadu Finalmente despertadu
S'abbizzat ch 'est in cadena, Ch'istat suffrende sa pena
De s'indolenzia antiga: Feudu, legge inimiga A bona filosofia!
...
Custa, populos, est s'ora D'estirpare sos abusos A terra sos malos usos
A terra su dispotismu Gherra, gherra a s'egoismu
E gherra a sos oppressores Custos tirannos minores Est pretzisu umiliare

La storia dell'inno di protesta
Appassionato inno contro la prepotenza feudale dei proprietari terrieri. Questo canto di protesta popolare è stato composto alla fine del 1700 da Francesco Ignazio Mannu, Cavaliere e Magistrato (nato a Ozieri il 18 maggio 1758 e morto a Cagliari nel 1839).

Questo Inno è stato scritto in seguito ai drammatici eventi vissuti dal popolo sardo dopo i fatti del 28 aprile 1794, giorno in cui iniziò la rivolta guidata da Giovanni Maria Angioj. Può essere annoverato tra i canti popolari più antichi d'Europa. L'opera è articolata in 47 ottave logudoresi e 375 versi che evidenziano la forte identità del popolo sardo e la sua propensione alla ricerca della democrazia e della giustizia anche attraverso la lotta al potere ingiustificato dei feudatari. Questo inno "Su patriotu sardu a sos feudatàrios", meglio conosciuto come "Procurade 'e moderare", è stato pubblicato per la prima volta in Corsica nel 1794, esprime la volontà di riscatto della Nazione Sarda.

Alcuni l'anno definita "La Marsigliese Sarda", forse per il suo interno vigore, una forza e un richiamo appassionato al popolo sardo nella condanna senza appello per chi aveva sfruttato e soggiogato le persone. Questo brano, a cui è difficile rimanere indifferenti, non solo risveglia le coscienze sul lato emotivo delle persone ma può anche essere considerato un alto esempio della letteratura isolana, per la dignità espressiva e per le sue idee. L'ideologia illuministica che possiamo trovare alla base di "Procurade 'e moderade" si inserisce nel nazionalismo proto-romantico; un forte legame con lo spirito dell'indipendenza delle colonie d'America, con la Rivoluzione Francese e con i Diritti dell'Uomo e del Cittadino. Questo inno non è alieno dal forte slancio e dalla tempesta di Sturm und Drang tedesco, ne condivide l'anelito; la fede e la ragione sono nell'inno in armonia sinergica per contrastare "l'ancien régime" e il suo feudalesimo, un appello per il Risorgimento nazionale sardo contro lo straniero piemontese.

Note:

Infine, anche se l'argomento porterebbe a ulteriori riflessioni citiamo quanto ha affermato Alziator riferendosi a "Procurade 'e moderare":
"si impone e sovrasta su tutta la letteratura isolana del genere, si impone e sovrasta per l'altezza delle idee e la dignità dell'espressione".



Ultimo aggiornamento il 20-01-2012 @ 11:57 pm



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Commenti postati
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Commento di: bettyboop
(Postato il 21-01-2012 @ 03:13 am)

Commento: Ho ascoltato questo inno nell'interpretazione dei Tazenda e, trovandolo veramente toccante e coinvolgente nella veemenza espressiva, mi permetto di postarne la traduzione italiana, certa che sia giusta, perchè presa da FonteSarda.

Fate in modo di moderare

Baroni (proprietari terrieri),
cercate di moderare la vostra tirannia,
Altrimenti, a costo della mia vita,
tornerete nella polvere (per terra),
La guerra contro la prepotenza
è stata già dichiarata
e nel popolo la pazienza
inizia a mancare

State attenti perché contro di voi
si sta levando il fuoco,
Attenti perché non è un gioco,
se questo inizia per davvero
Guardate che le nubi
preannunciano il temporale
Gente consigliata male
ascoltate la mia voce

Non continuate ad usare lo sprone
sul povero ronzino,
o in mezzo al cammino
si ribellerà imbizzarrito;
è così stanco e malandato
da non poterne più,
e finalmente dovrà rovesciare
il basto e il cavaliere.

Il popolo sardo
che era caduto in un profondo letargo
Finalmente anche se disperato
si accorge di essere schiavo
Sente che sta soffrendo
solo a causa dell'antica indolenza
Feudo, legge nemica
di ogni buona filosofia!
...

Questa, o popolo sardo,
è l'ora di eliminare gli abusi
Abbasso le abitudini nefaste,
contro ogni dispotismo
Guerra, guerra all'egoismo
e guerra agli oppressori
È importante che questi piccoli tiranni
vengano vinti.


Un caro saluto




Commento di: terrypux
(Postato il 21-01-2012 @ 10:16 am)

Commento: Stamattina cercando una boccata di ariaFRITTA sono stata piacevolmente sorpresa ed emozionata nel leggere le parole della più toccante canzone del popolo sardo ,questa è stata e continua a essere il nostro inno ,perchè come allora ,ci sentiamo sottomessi ai baroni ,una volta solo terrieri oggi politici ,con tutto quello che ne consegue ,ma oggi questo mi sembra possa rappresentare il grido di molti italiani isolani o
GRAZIE RATAVA

Commento di: terrypux
(Postato il 21-01-2012 @ 10:32 am)

Commento: Grazie anche a te bettyboop per la traduzione fedelissima ,se la storia insegna qualcosa ,molti signori dovrebbero correre al riparo .

Commento di: ratava
(Postato il 31-01-2012 @ 02:07 pm)

Commento: Sono contento che vi sia piaciuta " non ho messo la traduzione in Italiano perchè sapevo che la traduzione la facevate voi" Ciao

Commento di: canifuendi
(Postato il 04-02-2012 @ 11:49 pm)

Commento: Non avevo letto questa cosa publicata da Ratava....ma questo confema la mia ipotesi..questo Ratava o è un Sardo travestito da continentale....oppure e un "continentale" con ..sa "Berritta"..
Grazie comunque...

Commento di: ratava
(Postato il 06-02-2012 @ 03:12 am)

Commento: Carissimo Canifuendi ti rispondo La Berritta (termine sardo per berretto) è il nome di un copricapo confezionato in stoffa di orbace o semplice panno di colore nero che fa parte dell'abito . Ciao Ciao..

Commento di: canifuendi
(Postato il 06-02-2012 @ 11:06 pm)

Commento: Accidenti....a narri ca non du sciemmu...deppu essi mali pigau diaderus...grazie de s'informazioni ...Ratava..Ciau-Ciau..

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