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La festa delle ciliegie
Postato il: 03-03-2019 @ 05:48 pm -- letto 312 volte

Da un po sono in guerra con la mia mente ,sarà l'età ma non fa altro che portarmi indietro nel tempo a mostrarmi tutto il peggio di ciò che ho vissuto ,cerco di scansare ciò che mi propone ma non c'è verso è un martello che continua a battere sempre li ,dolori,lacrime ,visi .voci, che non ci sono più .
La notte scorsa stanca dopo ore di insonnia rincorrendo ricordi di ieri e di oggi ho sperato di affogarla in un lago di lacrime ma niente continuava, allora mi son detta -va bene se devo ricordare ora il ricordo lo cerco io -voglio un bel ricordo uno che mi faccia sorridere che mi tolga dal cuore questo peso che mi opprime ,ma per questo sono dovuta tornare molto ,molto lontano nel tempo tornare bambina a quando tutto era bello senza niente di speciale ma c'era l'amore quello di una famiglia che ti faceva sentire importante e l'ho trovato ,il ricordo di una festa ,la festa delle ciliegie.
I miei nonni avevano un terreno poco fuori dal paese,Bachera si chiamava ,era il fianco di una collina ,in alto c'erano le piante di ulivo enormi forse centenarie ,nel tratto di terreno scosceso che scendeva c'erano gli alberi di mandorla e giù in basso nel piano vicino a un rigagnolo di acqua limpida e fresca mio nonno aveva piantato gli alberi di ciliegie ,poi c'erano le piantine dei pomodori,le zucchine ,i meloni e le angurie.
Tra la fine del mese di maggio e i primi di giugno le ciliegie cominciavano a maturare e mio nonno andava a fare la guardia ,si preparava una piccola capanna fatta di canne e frasche e con qualche coperta passava la notte e parte del giorno a proteggere quei gioielli .
Poi una domenica si riuniva tutta la famiglia ,genitori ,figli ,fratelli e nipoti che per motivi di lavoro erano fuori e in quella circostanza si ritrovavano tutti insieme a festeggiare .
Già dal giorno prima in casa di mia nonna c'era una gran confusione (quella la facevamo noi bambini ) nonna e le nuore preparavano i ravioli che il giorno successivo venivano cotti e portati fino a Bachera per il pranzo di tutta la comitiva ,nonno al mattino preparava il fuoco per l'arrosto ,nei giorni precedenti aveva ripulito uno spiazzo lontano dagli alberi togliendo tutta l'erba secca e le frasche ,con i sassi, che li non era difficile trovare, costruiva un barbeque .La domenica mattina in piedi di buon ora tutta la famiglia si dava da fare ,si caricava tutto l'occorrente sulle moto gilera dei miei due zii, pronti partenza via, loro in moto noi a piedi tutti in comitiva ,i giochi le corse ,le risa lungo quella strada non ci facevano sentire la stanchezza neanche quando percorrendo l'ultimo tratto di strada che altro non era che il gretto di un ruscello fatto di sassi e dovendo saltare da un sasso all'altro ogni tanto sbagliando la distanza finivo lunga distesa ma si finiva con una gran risata e gli sberleffi dei miei cugini e dei miei fratelli che mi prendevano in giro .Io ero l'unica femminuccia tra tra quattro o cinque cugini più due miei fratelli tutti maschietti tutti coetanei ,mese più mese meno,ma io tra loro mi sentivo una regina ero coccolata da tutti dai piccoli e dai grandi .
Ma il giorno che voglio ricordare con più attenzione è quello in qui avevo circa sette anni ,la solita domenica ,la solita festa delle ciliegie,siamo tutti li nonno che pensa all'arrosto ,miei zii sugli alberi che riempiono i cesti con le ciliegie ,mia madre e le mie zie col cestino ben saldo nel braccio sinistro tutte intente a raccogliere quelle delizie ,nonna che dava ordini ai figli --mi raccomando raccogliete solo quelle belle mature le altre lasciatele per la prossima volta --anche noi bambini avevamo un ramo da qui poter raccogliere le nostre ciliegie quelli più bassi naturalmente vista la nostra statura ,e anche per noi nonna aveva le raccomandazioni --non strappatele ma staccate il picciolo delicatamente con le unghie se no l'anno prossimo l'albero non farà più le ciliegie --non credo fosse vero ma la parola di nonna era vangelo e non si poteva disubbidire
Quella mattina tutti ai loro posti e nonna si allontana va verso gli ulivi e io la seguo ,arrivate in alto nonna controlla lo stato delle piante dicendo a voce alta --questo ramo va tagliato è secco e non da frutto sfrutta solo la pianta levando nutrimento agli altri rami --io ascoltavo senza capire ma sapevo che le parole di nonna erano sempre importanti ,quando nonna decide che si torna giù ,iniziamo la discesa lei mi tiene per mano e in quel momento giù in basso vedo arrivare mio padre io presa dalla gioia stacco la mia mano da quella di nonna e comincio a correre giù a rotta di collo ,ricordo il grido di mia nonna --non correre--poi ricordo le mie gambe che vanno da sole decidono loro la velocità e anche la direzione giù sempre dritta anche quando a un certo punto vedo un grosso mandorlo venirmi incontro non riesco a fermarmi e neanche a cambiare direzione il mandorlo è li fermo sulle sue radici e ci pensa lui a fermare la mia corsa ,ricordo solo un gran vociare gente che correva e il cielo e i rami del mandorlo che giravano in tondo davanti ai miei occhi ,poi mia madre spaventata e mio padre che mi prende in braccio e mi porta giù mi distende per terra, arriva nonna che inizia a visitarmi ,la testa,le braccia,le gambe ,mi chiede se la vedo ,dico -si -mi chiede -lo sai chi sono?-rispondo -si sei nonna --son tutti li attorno in silenzio aspettando la diagnosi e nonna dice--tranquilli tutto a posto niente di rotto ,portate un pò di acqua fresca per pulire le sbucciature --gran sollievo generale e li cominciano gli sberleffi dei miei cugini --Maria Teresa ha rotto i freni --Maria Teresa non sa frenare --
quelle sbucciature facevano un gran male mentre nonna le puliva io piangevo e i miei cugini facevano a gara a portarmi le collane e gli orecchini fatti con quei frutti rossi e io non li avrei cambiati con nessun altro gioiello perchè in quei frutti c'era tutto l'amore di una grande meravigliosa famiglia .Ecco stanotte la battaglia con la mia mente l'ho vinta io ,è solo una battaglia non la guerra ,lo so che lei tornerà a tormentarmi coi brutti ricordi ma ora so come fare ,scappare fin li dove i dolori erano solo quelli di qualche ginocchio o gomito sbucciato e niente altro .

Ultimo aggiornamento il 26-01-2020 @ 06:39 pm



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Commenti postati
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Commento di: bettyboop
(Postato il 05-03-2019 @ 03:02 pm)

Commento: Complimenti, Terry, il tuo ricordo è cesellato nella memoria in modo tale che, sebbene non sia facile mettere in parole i sentimenti e le emozioni, ne hai fatto un'immagine ad altissima risoluzione. Mi è sembrato di ascoltare la scherzosa ed affettuosa ironia dei tuoi cugini che, però, preoccupati per te, non hanno esitato a farti sentire la loro vicinanza con quei piccoli doni che conservi gelosamente nel cuore. Se fosse accaduto oggi, forse tutto si sarebbe risolto in una foto mentre eri abbracciata all'albero, da pubblicare su un network e mi spiace che i nuovi giovani non conosceranno questi gioielli, non "griffati", che custodisci con amore e che nessuno potrà rubarti.
Un caro abbraccio
Lucia

Commento di: terrypux
(Postato il 05-03-2019 @ 05:14 pm)

Commento: Grazie Lucia ,che bello vedere che in questo sito c'è ancora vita ,ogni tanto passo per leggere ma vedo che non c'è tanto movimento ,la gente preferisce i grandi social, più semplice ,due parolacce,due insulti e tutti sono soddisfatti ,che brutto mondo non c'è più tempo per i sentimenti quelli semplici ,puliti ,per questo i giovani si perdono ,sono case senza fondamenta .

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